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«Adesso ho bisogno che qualcuno canti, quindi datti da fare!». |
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E' uno studio profondo, fatto di difficili prese di coscienza e messa in discussione di tutte le tecniche vocali derivate dalle diverse impostazioni e tradizioni. Dall'intima esigenza di confrontarsi su un materiale tanto nuovo ed inesplorato fonda, nel 2002, il portale www.voiceart.net che oggi conta decine di migliaia di iscritti. |
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E proprio dare ordine a tutto ciò che riguarda il canto diviene l'esigenza primaria di Albert Hera nella vastissima attività didattica che svolge in tutta Italia. Seminari, conferenze, fino a convegni medici di foniatria ma anche - e soprattutto, Circleland (un coinvolgente metodo di improvvisazione corale) sono attività interamente volte adinsegnare l'essenza del canto: l'unicità della voce. Ogni singola voce, ricorda continuamente Albert ai suoi allievi, cela un pensiero, una necessità di espressione: la tecnica è semplicemente il mezzo per poter, appunto, «dar voce» a questa necessità. |
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Il canto come ricerca e come costruzione collettiva: ogni intervento può apportare nuovo materiale di conoscenza. Nel corso degli anni (2005, 2007 e 2009) vediamo Albert impegnato in convegni di foniatria noti come “La voce artistica”, in cui si confronta e collabora con il celebre foniatra Franco Fussi. |
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Non è un caso che proprio nella circlesong Albert Hera ritrovi la propria forma di artisticità,che raggiunge l'apice nella collaborazione all’opera Bobble, progettata e orchestrata da Bobby McFerrin, in scena nel 2009 in Germania, allo “Stimmen Festival”.
Per l’occasione erano protagonisti venti cantanti provenienti da tutto il mondo, scelti personalmente dal grande jazzista. L’intesa e la fiducia nate da quell'esperienza fra i due artisti hanno fatto sì che Albert Hera sia stato chiamato a partecipare all'incisione dell’ultimo lavoro di Bobby McFerrin. “VOCAbuLarieS”, insignito nell'aprile 2010 del Jazz Awards, è stata definita come l'opera più imponente di “vocalese”, neologismo nato per tentare di rendere l'idea del mondo sterminato della voce. Il capolavoro si presenta appunto come il “vocabolario” dei “vocals”, delle possibilità vocali. Di qui si intuisce la necessità del più grande vocalist vivente di circondarsi di persone che hanno fatto della ricerca canora la loro vita, ed Albert Hera si trovava tra le persone che meglio possono rappresentare questa posizione. La ricerca continua... |
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